La birra
A tutta Birra
Repubblica — 06 marzo 2009 pagina 17 sezione: GENOVA
Volendo, la storia che raccontiamo potrebbe essere datata settimo secolo avanti Cristo. I fatti si svolgono in un bosco che - ventisette secoli dopo - verrà chiamato Pombia, Novara.
Per adesso è un ambiente protoceltico e ci vive uno strano popolo - i Liguri - che dal mare si è inerpicato oltre i monti (e allora, come oggi, non c' erano Gronde per spostarsi). I Galli (quelli di Asterix e Obelix, per capirci) arriveranno ben dopo, a colonizzare tutto e tutti. Per adesso - siamo sempre nel settimo secolo a. C. - non ci sono grandi guerre: i Liguri sono gente tranquilla, al massimo mugugna del proprio tran tran quotidiano. Per esempio, c' è un signore che muore (di lui sappiamo solo che è un maschio adulto) e gli amici decidono di cremarlo e di seppellirlo in una tomba a pozzetto, con le cose che gli sono più care. «L' urna cineraria in terracotta e la scodella di copertura, al momento della scoperta, erano intatte - racconta Filippo Maria Gambari, soprintendente ai beni archeologici del Piemonte, regista del ritrovamento di Pombia, Novara - ed erano interessanti soprattutto le croste d' un colore vivace rosso-brunastro del peso di circa un grammo. Il colore faceva subito pensare al vino, ma le analisi del polline hanno documentato una percentuale superiore al 90% di pollini di cereali, oltre a pollini arborei e di luppolo, tanto da rendere evidente che si trattasse dei prodotti di decantazione di una bevanda ottenuta per fermentazioni di cariossidi di cereali, con aggiunta di aromi vegetali».
Cioè, in poche parole, birra: scurae ad alta gradazione. Il ritrovamento di Pombia non solo costituisce la più antica attestazione materiale europea di una birra di una certa gradazione ma addirittura retrodata di molto l' utilizzo del luppolo come aroma. Infatti tanto i Babilonesi quanto gli Egizi conoscevano l' arte di fermentare l' orzo, ma non facevano uso del luppolo, che conferisce alla birra il suo classico sapore ed è (tra l' altro) un ottimo conservante. «Se vogliamo cercare le origini della birra moderna dobbiamo rivolgerci all' età del Ferroe al mondo celtico - spiega ancora Gambari - Del resto la stessa parola "birra" viene dalla stessa radice del celtico brace, che indicava una specie di cereale». Quando Giuseppe Varlese, imprenditore del settore alimentare, ha scoperto la vicenda, non ci ha messo molto a varare la "Bryton, la birra dei liguri". Perché "Bryton"? «Così gli antichi liguri chiamavano la loro birra e anche in questo caso la radice del termine è la stessa dei celti, cioè brace - spiega Varlese - Furono i liguri i primi a mettere insieme acqua, orzo e luppolo. Ricetta, del resto, ritrovata nell' antico Sannio dove nel 180 a. C. gli antichi Romani deportarono cinquantamila liguri, mai domi al potere di Roma. Oltre a "Bryton" ho voluto aggiungere "birra indipendente" come omaggio all' orgoglio di questo fiero popolo di cui il cigno, ripreso nell' etichetta, è il primo simbolo conosciuto». Una birra luppolata, d' accordo.
Ma anche proto-leghista? «Non la butterei in politica, semmai in storia - spiega Varlese, nel suo "scagno" di vico dei Bottai - la scoperta della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte sposta indietro di molto l' uso del luppolo nella storia della produzione della birra e soprattutto attribuisce ai Liguri la primogenitura della birra moderna». Da questa scoperta - giurano gli esperti - è nata una birra di colore rosso ambrato, dal sapore persistente, leggermente pastosa, con aromi di caramello e agrumi che bene si bilanciano con l' amaricante del luppolo selvatico ligure. A fine degustazione Bryton appare ben strutturata ed equilibrata». Il ritrovamento di Pombia 27 SECOLI FA Il ritrovamento archeologico di Pombia. Lì, nel settimo secolo a.C., vivevano i liguri: nelle loro tombe, birra rossa.
RAFFAELE NIRI
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